mercoledì 13 giugno 2007

Hitchens: "Dio non è grande. La religione avvelena tutto"


Doveva succedere. Christopher Hitchens (intellettuale influente nel mondo anglosassone, autore de "la posizione della missionaria") è divenuto il quarto moschettiere dell'ateismo, scrivendo il libro "Dio non è grande: come la religione avvelena tutto" (God is not great: how religion poisons everything). Il libro sta avendo un successo quasi pari a "l'illusione di Dio" di Richard Dawkins. Le numerose interviste ad Hitchens che ho visto non mi avevano colpito come particolarmente profonde. Tuttavia, leggendo il libro, sto cambiando idea sul suo conto: il primo capitolo è toccante e commovente. Questo è dunque il primo episodio di una serie.


Capitolo 1. Per dirla educatamente

Se il lettore di questo libro volesse andare oltre il disaccordo col suo autore e cercare di identificare i peccati e le aberrazioni che lo hanno spinto a scriverlo [..] allora lui o lei non si troverà davanti soltanto l'ineffabile e inconoscibile creatore che -- presumibilmente -- ha deciso di crearmi in questo modo. Si troverà davanti la memoria di una donna semplice, sincera, buona, di fede decente e ferma, di nome Mrs. Watts.

Era compito di Mrs Watts, quando avevo circa 9 anni e frequentavo una scuola di periferia a Dartmoor, nel sud-ovest dell'Inghilterra, istruirmi con lezioni sulla natura, e anche sulle Scritture. Ella mi portava coi miei compagni a passeggio, in parti particolarmente belle del mio paese di nascita, e ci insegnava a distinguere i diversi tipi di uccelli, alberi e piante. La sorprendente varietà che si trovava in un cespuglio; la meraviglia di un gruppo di uova che si trovavano in un nido intricato; il modo in cui, se le ortiche ti pungevano (dovevamo indossare i pantaloni corti), avremmo potuto trovare una foglia anti-infiammazione nei paraggi: tutto questo mi è rimasto in mente, proprio come il "museo del guardaboschi", dove i contadini del luogo conservavano i cadaveri di topi, donnole, e altri piccoli predatori, presumibilmente tutelati da qualche divinità meno generosa. Se leggete le poesie rurali di John Clare capirete il tipo di sentimento che sto cercando di evocare.

[...]

Comunque, arrivò un giorno in cui la povera, cara Mrs. Watts superò se stessa. Sforzandosi di fondere il suo ruolo di insegnante della natura e insegnante della Bibbia, disse, "Così vedete, bambini, quanto Dio è potente e generoso. Ha creato tutti gli alberi, e l'erba, col colore verde, che è proprio il colore più riposante per i nostri occhi. Immaginate se invece la vegetazione fosse tutta viola, o arancione, quanto sarebbe brutta."

E guardate cosa ha prodotto questa pia, anziana signora. Mrs. Watts mi era simpatica: era un'affettuosa vedova senza figli che aveva un vecchio affettuoso cane da caccia di nome Rover, e ci invitava offrendoci dolciumi nella sua casa un po' malmessa presso la ferrovia. Se Satana ha scelto di indurmi in errore, è stato molto più ingegnoso del serpente nel giardino dell'eden. Lei non ha mai alzato la voce e non è mai stata violenta [..]

Però io rimasi sinceramente sconvolto da ciò che aveva detto. I miei sandaletti allacciati alla caviglia si vergognavano per lei. All'età di 9 anni non avevo neppure idea dell'argomento del "disegno intelligente", o dell'evoluzione darwiniana come sua rivale, o della relazione tra la fotosintesi e la clorofilla. I segreti del mio genoma mi erano ignoti quanto lo sono agli altri bambini di quell'età. Non avevo ancora visto scene della natura in cui quasi tutto era orrendamente indifferente o ostile alla vita umana, se non alla vita stessa. Ma semplicemente sapevo, quasi come se avessi avuto accesso ad un'autorità più alta, che la mia insegnante era riuscita a sbagliare completamente tutto in sole due frasi. Erano gli occhi ad essere adattati alla natura, non il contrario.

Non fingo di ricordare tutto perfettamente, o l'ordine in cui avvenne, ma, dopo questa epifania, in un tempo molto breve cominciai a notare altre stranezze. Se dio era il creatore di tutte le cose, perché dovevamo "lodarlo" così incessantemente per aver fatto cose che gli venivano naturali? Sembrava servile, tra le altre cose. Se Gesù poteva guarire una persona cieca in cui si imbatteva, allora perché non guarire la cecità? Cosa c'era di così meraviglioso nel suo atto di cacciare via dei diavoli, facendoli entrare in un branco di maiali? Sembrava sinistro, come la magia nera. Con tutte queste preghiere continue, perché non c'era risultato? Perché dovevo continuare a dire in pubblico che ero un miserabile peccatore? Perché il sesso era considerato un argomento così tossico? Queste obiezioni imprecise e puerili sono, come ho poi scoperto, estremamente comuni, in parte perché nessuna religione può rispondere ad esse in modo soddisfacente. Ma se ne presentò anche un'altra, più grande. [..] Il preside, che era colui che dirigeva le funzioni e preghiere quotidiane e teneva il Libro, ed era un po' sadico e segretamente omosessuale [..], una sera fece un discorso ad alcuni di noi. "Per ora potreste non vedere il senso di questa fede" disse. "Ma lo vedrete un giorno, quando comincerete a perdere delle persone care."


Di nuovo, sentii una pugnalata di indignazione così come di incredulità. Insomma, questo equivaleva a dire che la religione potrebbe anche non essere vera, ma non importa, perché ci avrebbe portato conforto. Che cosa spregevole. Allora avevo quasi 13 anni, e stavo diventando quel classico tipo di intellettuale in erba insopportabile. Non avevo mai sentito parlare di Siegmund Freud -- sebbene mi sarebbe stato utile per capire il preside -- ma avevo appena ricevuto un barlume del suo saggio "Il futuro di un'illusione".

Infliggo tutto ciò su di voi perché io non sono uno di quegli sfortunati la cui possibilità di credere cose sensate è stata distrutta dall'abuso di minori nella forma di brutale indottrinamento. So che milioni di esseri umani hanno dovuto subire queste cose, e non credo che le religioni vadano mai perdonate per aver imposto tanta miseria. (Nel passato molto recente, abbiamo visto la Chiesa di Roma sprofondare nel fango per la sua complicità nel peccato imperdonabile di stupro di minori, o, come si potrebbe dire in Latino, "non resta il di dietro di un bambino"). Ma altre organizzazioni non religiose hanno commesso crimini simili, o anche peggiori.

(continua)

8 commenti:

Anonimo ha detto...

Parlatemi della verità della religione e ascolterò con gioia. Parlatemi del dovere della religione e ascolterò con umiltà. Ma non venite a parlarmi delle consolazioni della religione, o sospetterò che non capite. [C.S. Lewis - Diario di un dolore, alcuni estratti: http://www.gliscritti.it/approf/dandrea/lewis.htm ]

Anonimo ha detto...

Ehi sei ritornato alla grande: 3 commenti in pochi giorni.
Comunque secondo me gli argomenti contro l'esistenza del Dio biblico che hai raccolto in questo blog sono di una banalità sconcertante: sono così ovvi! E' come cercare di covincere un antisemita che è improbabile (anzi no scusa: quasi impossibile) che esista un complotto giudaico mondiale che comprenda TUTTI gli ebrei. E' secondo me una di quelle credenze che sono destinate a crollare da sole, non in conseguenza di qualche rivoluzionaria scoperta (come ad esempio l'esperimento di Michelson-Morley, che ha confutato l'esistenza di un tempo e/o uno spazio assoluto) bensì perchè viene a mancare il sentimento che le sorregge: la fede.

LibnonLab ha detto...

Sarebbero banali se vivessimo in un mondo popolato da persone razionali, o almeno, ragionevoli.

Apewithtools ha detto...

http://www.zombietime.com/hitchens-hedges_debate/
Un link...

susanna ha detto...

complimenti...sto leggendo il libro e mi sta interessando moltissimo.la competenza di hitchens e' notevole quindi, a volte, alcune cose mi sfuggono ma sto seguendo le sue motivazioni con curiosita' e, forse, alla fine, se non altro, mi spingera' a leggere anche altri testi sull'argomento usciti ultimamente.

Anonimo ha detto...

capire per credere o credere per capire? Intelligenza o sentimento?

giovanni ha detto...

L'opera di Cristopher Hitchens è assolutamente immensa da qualsivoglia punto di vista critico ed esente,a mio modesto parere,da obiezioni specifiche.La sezione storiografica è trattata con una dovizia di particolari cosi'curata da non lasciare adito(almeno presumibilmente)ad alcun dissenso da perte dei detrattori,la qual cosa,temo però purtroppo,non si sia verificata.La confutazione dei dogmi religiosi dovrebbe indurre ad una riflessione minuziosa,se non proprio ovviamente ad una conversione,tutti coloro i quali quotidianamente mettono in pratica comportamenti che mal si conciliano con la tradizione dell'illuminismo e del razionalismo di cui la specie umana è depositaria.In conclusione,e paradossalmente,ritengo che l'opera di Hitchens possa essere additata come la bibbia dell'etica umana in quanto esortante ad eliminare i fantasmi che attanagliano le menti sedicenti edotte.Vorrei esternare la mia personale stima a Cristopher Hitchens,sollecitandolo a perseverare nel suo lodevole intento:la specie umana ha bisogno di tali personalità.Grazie.

M.M.2000 ha detto...

Citazione:
"So che milioni di esseri umani hanno dovuto subire queste cose, e non credo che le religioni vadano mai perdonate per aver imposto tanta miseria"
Se una religione vieta, ma il suo pastore commette peccato, cosa centra la religione?
Diversamente se la religione avvalla è un discorso diverso, tipo lo Shintoismo, l'Induismo ecc...
Comunque è solito sentire sui telegiornali che un pedofilo è scandaloso, mentre un pedofilo prete è da mettere a rogo.
Ma non è sempre un pedofilo?
Capisco l'ideologia diversa, ma spesso sui pedofili religiosi, si fa demagogia psicologica, mentre se il pedofilo è ateo non lo si dice mai, perchè?
Perchè non dire che il pedofilo era ateo od agnostico?
Perchè da lui se lo fa ce se lo può anche aspettare?
Ma la moralità non era indipendente dalla fede religiosa?
Se fosse così dovrebbe esserlo anche nei difetti e nelle colpe.

Citazione:
". Se dio era il creatore di tutte le cose, perché dovevamo "lodarlo" così incessantemente per aver fatto cose che gli venivano naturali? Sembrava servile, tra le altre cose."
Se una brava persona ti fa un favore salvandoti la vita, gli sei riconoscente a vita, a tempo determinato oppure lo ignori?
Se Dio crea tutto e ti da tutto tutti i giorni, gli sei grato a vita, a tempo determinato e lo ignori?
Essere riconoscente è servile?
Se fosse così allora evitiamo di essere riconoscenti a chi ci fa del bene, ignoriamolo e sono sicuro che egli capirà che non lo ringraziamo per evitare di essere servili, non perchèp menefreghisti.

Citazione:
"Se Gesù poteva guarire una persona cieca in cui si imbatteva, allora perché non guarire la cecità?"
Faccio un ragionamento e pondero.
Cristo se non sbaglio dice che i peccati dei genitori, si riverseranno nei loro figli.
Pare che i peccati siano genetici e si fissino nei metazoi.
Impossibile ovviamente.
Il discorso è diverso.
Il senso è pratico metaforico.
Metaforico perchè il peccato di una persona non può essere trasferito ai figli e nella Bibbia si parla di Davide il quale fece morire un soldato ittita in battaglia, per poter sposare una donna già legata ad un altro uomo.
Grave peccato che determinò la morte del primo genito e che ovviamente si sarebbe dovuta fissare anche sul suo altro figlio Salomone.
Non mi pare.
Dio stabilì che il figlio primo genito da quel rapporto forzato sarebbe morto e così è stato.
Sembrerebbe cattivo 'sto Dio che punisce un innocente.
Direi di si, solo che la terra è una prova come viene indicata nella Bibbia stessa, quindi c'è sempre da dover scegliere se sia conveniente tra vivere sulla terra con tutto quello che ne concerne oppure vivere in paradiso (perchè chi muore senza peccato va lì) per l'eterno.
A mio avviso è come scegliere tra una vita in albergo tutto pagato ed una vita in una bettola con tutto da pagare.
Per tornare al concetto di peccato tramandabile di generazione in generazione, vorrei far rifletter emeglio sul fatto che forse è stato erroneamente visto da chi ha citato certi passi, in quanto potrebbe essere una punizione, ma non divina come si pensa.
Ora prendiamo per esempio una madre tipo in cinta.
Questa durante la sua vita avrà come tutti i suoi vizi, magari fuma, magari beve, magari ha il cellulare vicino all'addome ecc...
Cosa possono causare 'ste cose?
Malformazioni ovviamente oppure problemi al bimbo dopo la nascita.
Viene consigliato infatti da tutti i medici che durante la gravidanza, deve essere seguito un certo stile di vita per evitare complicazioni al feto durante lo sviluppo.
Ora più lo stile di vita di una persona è lascivo privo di fondamenti, di morale, di buon senso ecc..., più il feto ha potenzialmente dei problemi nel suo sviluppo.
E' esatto dire che i "peccati" sott'intesi come vizi dei genitori si riversano sui figli?
La risposta è si ovviamente, poi se sia religiosa, ispirata da Dio, per punizione divina ecc..., non ha importanza, tanto sempre e comunque si può causare dei danni al bimbo e le uniche persone colpevoli di questo sono i genitori.
Adesso torno sul concetto di curare il malato e non il male.
In funzione di quello detto prima, Dio indubbiamente potrebbe curare il male, basti pensare che esiste un batterio (Deinococcus radiodurans) il quale ha una sequenza amminoacidica che è in grado di rigenerare il DNA modificato, con una potenza superiore a 3500 volte la nostra.
Pare sia l'unico essere vivente che riesce a resistere a forti radiazioni da uranio oltre qualunque altro essere vivente.
Ti pare a te che Dio se ha creato 'sto Deinococcus con 'sta cosa, non lo possa fare anche con noi?
Ovviamente si, ma c'è un però.
Se si nota bene (e le prove sono evidentissime) più si sale nella catena alimentare (indipendentemente dal grado di evoluzione di una specie), diminuiscono le capacità rigenerative, riproduttive, di sopravvivenza per capacità percettorie, di sopravvivenza per capacità di resistenza ecc...
Alla faccia di chi non vede un disegno intelligente in tutto questo (la casualità non genera una tale distribuzione di capacità tra "r" selezionati e "K" selezionati, ma omologa più o meno a casaccio), rispondo che essendo gli uomini in cima alla catena alimentare, ovviamente seguendo 'sta regola, non dovrebbero avere tante capacità rigenerative, riproduttive, di sopravvivenza ecc..., ed infatti è vero. Statisticamente un "r" selezionato tipo, vive sul pianeta (la sua specie ovviamente) molto di più rispetto ad un "K" selezionato.
Questo già mi fa porre mille domande sulla seleziona naturale casuale.
Dunque è logico dedurre che per tenere in equilibrio il tutto, queste capacità devono essere tenute fisse e non variare con la casualità.
C'è una regola che sancisce il tutto ed è matematica, un animale che è predato da un suo predatore naturale non sopravvive se il suo predatore ha la stessa capacità rigenerativa, riproduttiva e di sopravvivenza pari alla sua.
Immaginatevi se una balenottera azzurra riuscisse a partorire 10 mila figli e riuscisse con le cure parentali a farne sopravvivere la metà, se basterebbe tutto il plancton del pianeta per sfamare lei ed i suoi voraci figli.
Ipotizzate se una balenottera azzurra avesse un ciclo riproduttivo una volta ogni 26 giorni come noi, cosa sarebbe in gradi di poter fare di danni sul pianeta.
L'evoluzione se mai esiste, non è casualesegue una regola fissa, che è indipendente dalla seleziona naturale.
Dunque ion funziona di questo, l'uomo non può avere il gene del Deinococcus,radiodurans, non perchè Dio sia cattivo eCristo non può curare il male, ma perchè se l'uomo non morisse più, sarebbe la fine del paineta stesso, non ha predatori, non muore per malattia in numero sufficiente per tenere la sua popolazione stabile, non muore perchè riesce a rigenerarsi gli organi come fanno le spugne, gli anellidi, gli echinodermi ecc..., fa un boato di figli, per avere un ciclo una volta ogni 26 giorni (più di qualunque altro "K" selezionato), e stiamo ancora qua a dire che Dio è cattivo perchè ci fa morire?
E' più cattivo chi uccide 1000 elefanti all'anno per tenere la sua popolazione stabile e non farne morire di fame molti di più oppure è meglio lasciare che il caso faccia la sua parte?
Se questo si tratta di un essere umano, la penseremo uguale?
L'uomo di qualcosa deve morire.
Ma l'uomo di qualunque cosa muore, si lamenta sempre.
La sua stupidità non ha confini pensando che è l'essere più intelligente del pianeta.
Ma lo siamo per davvero?
Sulla felicità mi soffermo un attimo per via del fatto che la malattia è portatrice di sofferenza e non di felicità.
Errato.
Un down non è triste perchè è nato con una disfunsione nel cromosoma 21, è triste perchè la gente lo discrimina ed è felice quando la gente lo accoglie e gli da importanza, eppure la sindrome di down, non mi pare sia una cosa della quale andarci fieri di avercela.
Questo velo dico io che ho lavorato in un centro sociale per andicappati, con gente che non era in grado neanche di stare in piedi da sola, non parlava, non aveva emozioni vistose, non faceva sesso, non giocava, non faceva nient'altro a parte le sue poche abitudini necessarie alla sua sopravvivenza, eppure era contenta se gli veniva data una carammella, e tremava (così esternalizzava i suoi sentimenti).
La felicità non è in quanto si ha, i cosa si è, ma quanto si riesce ad apprezzare quello che la vita ci da, altrimenti Michael Jackson, era l'uomo più felice del mondo, ma non mi sembra sorrida tantissimo ultimamente, mentre i bimbi in africa dove ci sono tante guerre e tante malattie, riescono ad accogliere la gente che viene da fuori sempre con un sorriso in un posto dove non c'è niente da ridere.
Mentre noi europei dall'alto della nostra cultura, tecnologia e modo di vedere la vita ci poniamo domande e facciamo conclusioni affrettate, il resto del mondo riesce a capire meglio di noi le cose come vanno.
Abbiamo il brutto vizio di vedere le cose solo sotto il nostro punto di vista e non con il punto di vista.

Citazione:
"Cosa c'era di così meraviglioso nel suo atto di cacciare via dei diavoli, facendoli entrare in un branco di maiali?"
Ovviamente nulla di spettacolare, se non fosse per il fatto che l'uomo pare che abbia bisogno di vedere per credere e nonostante tutti i miracoli di Mosè, gli Ebrei, si sono dovuti fare 40 anni di camminata nel deserto per non aver creduto manco a quello che vedevano.
Non sentenzio sull'operato, ma mi soffermo sul senso di tale cosa, magari era davvero una prova come ce ne sono tante oggi.

Citazione:
"Con tutte queste preghiere continue, perché non c'era risultato?"
Per dire che non c'era risultato ci servirebbe una statistica, ci sono cose che hanno portato a dei risultati, altrimenti ti pare a te che per millenni la gente ha pregato qualcuno che non faceva veramente nulla per la gente?
I miracoli di Lourdes sono frutto della preghiera o semplice casualità?
Secondo Dewkins sono esempi di autocondizionamento.
Probabile, Cristo disse "la tua fede ti ha salvato", quando tutti asseriscono che è Dio che fa i miracoli e non la fede, ma se fosse così, allora perchè la scienza invece di tirare fuori 700 mila ricerche con miliardi spesi a iose e 200 milioni di medicine con mille effetti collaterali deleteri, da domani non dice, togliemo tutto e studiamoci l'autoconvincimento psiclologico così che da domani curiamo i malati di spina bifida con la psiche che non ha contoindicazioni ne effetti collaterali ne soldi per smaltimento dei medicinali ne di produzione degli stessi?
Se non lo fa vuol dire che è bigotta, perchè ha introiti sulla vendita di medicine e vuole continuare a guadagnarci esattamente come i magnati del petrolio e non scopre nuove cure per terminare i diritti sulla cura precedente.
A quel punto la scienza mi calarebbe un boato e non ci crederei più davvero, ma voglio continuarmi ad illudermi che i miracoli di Lourdes, siano tali e non frutto di autocondizionamenti psicologici.
Per conclusione deduco che pregare serve a guarire le malattie indipendentemente che Dio esista o meno, oppure scegliete la seconda, quella relativa alla scienza bigotta ed iposcrita figlia del dio denaro che gioca da secoli con la nostra vita, con la vita di miliardi di persone e sarebbe davvero il crimine più grande mai commesso nella storia dell'umanità.

Citazione:
"Perché dovevo continuare a dire in pubblico che ero un miserabile peccatore?"
Beati i poveri in spirito, beati i peccatori, beati gli ultimi ecc...
E' forse sbagliato considerarsi un peccatore?
E' forse sbagliato considerarsi una persona che può sbagliare?

Citazione:
"Perché il sesso era considerato un argomento così tossico?"
Accoppiatevi e riproducetevi.
Non mi sembra così tossico.
Pare che solo il sesso prematrimoniale sia visto come un peccato, non mi pare una cosa tanto tossica, il resto mi pare si possa fare tutto.