sabato 16 giugno 2007

Perché Dio non esiste. L'Orologiaio Cieco


Oggi sappiamo che non esiste alcun Dio, nel senso di progettista consapevole. Non esiste alcun essere intelligente che ha concepito nella sua mente, intenzionalmente e consapevolmente, gli uomini, le piante, gli animali, e in generale la vita nell'universo.

Questo è il primo post di una serie dedicata al libro di Richard Dawkins "L'orologiaio cieco: come l'evidenza dell'evoluzione rivela un universo privo di un progettista consapevole", e il quindicesimo di una serie dedicata alla teoria dell'evoluzione. Per visualizzare tutti i post della serie, fai clic sull'etichetta "L'orologiaio cieco" oppure sull'etichetta "evoluzione", nella colonna laterale del blog.

La parola a Dawkins.



Capitolo 1. Spiegare il molto improbabile

Noi animali siamo le cose più complicate nell'universo noto. [..] Le cose complicate, da dovunque provengano, meritano un tipo molto speciale di spiegazione [perché non possono aver avuto origine per caso, né sono una conseguenza ovvia delle leggi della fisica, NdM]. Vogliamo sapere come sono venute ad esistere e perché sono così complicate. Come sosterrò, la spiegazione è molto probabilmente la stessa per tutte le cose complicate presenti nell'universo: per noi, per gli scimpanzé, per i vermi, per le querce e per i mostri dallo spazio profondo. D'altra parte, non sarà la stessa per le cose che chiamerò "semplici", come le rocce, le nuvole, i fiumi, le galassie e i quark.

[.....]


Noi vogliamo sapere perché esistiamo, e perché esistono tutte le altre cose complicate. E oggi possiamo rispondere a questa domanda in termini generali.

[..]

Che dire dei nostri corpi? E' evidente che ognuno di noi è una macchina, come un aereo di linea, solo molto più complicata. Siamo forse stati ideati anche noi su una specie di lavagna, e le nostre parti sono forse state assemblate da un acuto ingegnere? La risposta è no. È una risposta sorprendente, e la conosciamo soltanto da un secolo circa. Quando Charles Darwin risolse la questione la prima volta, molte persone non vollero o non riuscirono a capire. Io stesso mi rifiutai fermamente di credere alla teoria di Darwin quando la udii per la prima volta da bambino. Quasi tutti nel corso della storia, fino alla seconda metà del diciannovesimo secolo, hanno creduto fermamente nel suo opposto -- la teoria del Progettista Consapevole [o "disegno intelligente", NdM]. Molte persone credono ancora oggi in quest'ultima, forse perché la vera spiegazione della nostra esistenza, quella darwiniana, non è ancora una parte obbligatoria dei programmi scolastici, ed è largamente fraintesa.

L'orologiaio del mio titolo è preso in prestito da un famoso trattato del teologo del diciottesimo secolo William Paley. La sua opera "teologia naturale -- o evidenza dell'esistenza e degli attributi della divinità tratte dalle sembianze della natura", pubblicata nel 1802, è la più nota esposizione dell' "argomento del disegno intelligente", che è sempre stato l'argomento più influente in favore dell'esistenza di Dio. È un libro che io ammiro fortemente, perché in quei tempi l'autore è riuscito a fare ciò che io mi sforzo di fare adesso. [..] Aveva una giusta riverenza verso la complessità del mondo vivente, e capiva che questa complessità richiede un tipo molto speciale di spiegazione. L'unica cosa che sbagliò -- beh, non proprio una quisquilia! -- fu la spiegazione stessa. Egli diede la risposta religiosa tradizionale al rompicapo in questione, ma la articolò in modo più chiaro e convincente di chiunque altro prima di lui. La spiegazione vera è completamente diversa, e avrebbe dovuto attendere l'arrivo di uno dei pensatori più rivoluzionari di tutti i tempi, Charles Darwin.

Paley comincia il suo "teologia naturale" con un famoso passaggio:

Attraversando una brughiera, supponiamo che io urti il piede contro una pietra, e che qualcuno mi chieda in che modo la pietra sia venuta a trovarsi lì. Io potrei forse rispondere che, per quanto ne so, quella pietra potrebbe anche essere lì da sempre [..]. Supponiamo però che io trovi al suolo un orologio, e che mi venga chiesto in che modo l'orologio si trovasse lì. Io non potrei certo dare la risposta di prima, cioè che, per quanto ne so, l'orologio potrebbe essere lì da sempre.

Paley dimostra di saper apprezzare la differenza tra gli oggetti fisici naturali, come le pietre, e gli oggetti pensati e prodotti da un artefice, come gli orologi. Egli prosegue illustrando la precisione con cui sono costruiti gli ingranaggi e le molle di un orologio e la complessità con cui sono montati. Se noi trovassimo in una brughiera un oggetto come un orologio, anche se non sapessimo in che modo esso avesse avuto origine, la sua stessa precisione e l'intricatezza del suo progetto ci costringerebbero a concludere

che l'orologio deve aver avuto un artefice: che deve essere esistito, in qualche tempo e in qualche posto, un artefice, o degli artefici, che lo crearono in vista dello scopo al quale noi vediamo che effettivamente risponde, che ne comprendevano la struttura e ne idearono l'uso.


Nessuno potrebbe ragionevolmente dissentire da questa conclusione. Paley insiste però che è proprio questo che l'ateo fa, quando contempla le opere della natura, poiché

ogni indicazione di inventiva, ogni manifestazione di un disegno intelligente che esistono nell'orologio esistono anche nelle opere della natura; con la differenza che la natura mostra queste cose con grandezza molto maggiore, fuori dalla portata di ogni calcolo.

Paley dimostra la sua tesi con belle e riverenti descrizioni del meccanismo della vita, che egli esamina molto attentamente, a cominciare dall'occhio umano; l'occhio è uno degli esempi preferiti in questo genere di argomentazioni, esempio che sarebbe stato usato in seguito anche da Darwin e che riappare nell'intero corso di questo libro. Paley paragona l'occhio a uno strumento progettato dall'uomo, come un telescopio, e conclude che "si dimostra esattamente nello stesso modo che l'occhio è stato costruito per vedere e che il telescopio è stato costruito per aiutare l'occhio". L'occhio deve avere avuto un progettista consapevole, esattamente come il telescopio.

L'argomentazione di Paley viene condotta con appassionata sincerità e si avvale delle migliori conoscenze biologiche del tempo, ma è sbagliata, clamorosamente e completamente sbagliata. L'analogia fra il telescopio e l'occhio, fra l'orologio e l'organismo vivente, è falsa. Nonostante tutte le apparenze dicano il contrario, l'unico orologiaio in natura sono le cieche forze della fisica, sebbene impiegate in un modo molto speciale. Un vero orologiaio ha la lungimiranza, la capacità di prevedere: progetta i suoi ingranaggi e le sue molle e pianifica le loro interconnessioni avendo in mente uno scopo futuro. Invece la selezione naturale, quel processo cieco, inconsapevole, automatico, che fu scoperto da Darwin e che oggi sappiamo essere la spiegazione dell'esistenza e dello scopo apparente di tutte le forme di vita, non ha in mente alcuno scopo. Anzi non ha alcuna mente, né alcuna forma di coscienza. Non fa progetti per il futuro. Non ha una visione, non ha capacità di previsione, non ha alcun tipo di vista. Se si può dire che essa svolge il ruolo di orologiaio in natura, allora è un orologiaio cieco.

Spiegherò tutto questo e molto altro. Ma una cosa che non farò è sminuire il senso di meraviglia verso gli "orologi" viventi che ispirò tanto Paley. Al contrario, cercherò di illustrare la mia sensazione che Paley avrebbe potuto spingersi oltre. Quando si tratta di provare stupore e meraviglia per gli "orologi" viventi, io non mi sento secondo a nessuno. Sento di avere più in comune con il reverendo William Paley che con il ben noto filosofo moderno, ed ateo, con cui una volta discussi la questione a cena. Io dissi che non riuscivo a immaginare come si potesse essere atei prima del 1859, quando fu pubblicata "l'origine della specie" di Darwin. "E che mi dici di Hume?", rispose il filosofo. "In che modo Hume spiegò la complessità organizzata del mondo vivente?", domandai io. "Non la spiegò", rispose il filosofo. "Perché mai dovrebbe richiedere una spiegazione speciale?"

Paley sapeva che richiedeva una spiegazione speciale; Darwin lo sapeva, e sospetto che nel profondo del suo cuore lo sapesse anche il mio amico filosofo. In ogni caso è questo il compito che io mi propongo qui. Quanto a David Hume, a volte si dice che il grande filosofo scozzese liquidò l'argomento del disegno intelligente un secolo prima di Darwin. Ma il contributo di Hume si ridusse semplicemente a criticare la logica di usare il disegno apparente in natura come una prova positiva a sostegno dell'esistenza di un Dio. Egli non offrì alcuna spiegazione alternativa del disegno apparente, ma lasciò aperto il problema. Un ateo prima di Darwin avrebbe potuto dire, seguendo Hume: "Io non ho alcuna spiegazione per il complesso disegno biologico. Tutto ciò che so è che Dio non è una buona spiegazione, per cui dobbiamo attendere e sperare che qualcuno ne trovi una migliore". Io non posso fare a meno di pensare che una tale posizione, per quanto logicamente sana, non potesse essere soddisfacente e che, per quanto l'ateismo possa essere stato logicamente sostenibile prima di Darwin, soltanto Darwin abbia creato la possibilità di adottare un punto di vista ateo con piena soddisfazione intellettuale.

(continua qui)

15 commenti:

federico ha detto...

"il ben noto filosofo moderno, ed ateo, con cui una volta discussi la questione a cena"

chi era?

Maurizio ha detto...

Me lo sono chiesto anch'io ... :)

Joe Silver ha detto...

Io sono d'accordo con il ben noto filosofo moderno ed ateo.

Maurizio ha detto...

E perché? :)

Antonio Candeliere ha detto...

Sono curioso di leggere il libro di Richard Dawkins.

Joe Silver ha detto...

Guarda, sul fatto che il mondo dei viventi abbia bisogno di una spiegazione speciale potrei anche concordare con Dawkins. Ma da qui a dire che prima di Darwin non si potesse essere atei ce ne passa.

L'opzione religiosa è comunque una spiegazione insoddisfacente, da un punto di vista scientifico (cioè da punto di vista di chi vuole davvero capire come funziona il mondo), molto più che l'ignorare il meccanismo esatto in cui si è originata e sviluppata la vita sul nostro pianeta.

L'ipotesi di Dio è anch'essa un modo per ignorare il problema, sotto una coperta metafisica rassicurante, ma appare già più fragile di una qualsiasi concezione materialistica del mondo (come ne sono state concepite anche prima di Darwin).

E poi non capisco perché la biologia debba godere di questo status speciale: per quale motivo ci sarebbe maggiore urgenza nel capire la vita piuttosto che il cosmo e le sue leggi, all'interno del quale e per mezzo delle quali, i processi biologici hanno luogo?

Eppure ci sono questioni ancora molto aperte in Fisica e Cosmologia. Per quale motivo non dovremmo ritenere insostenibile la posizione atea fintantoché non saremo in grado di capire (se saremo in grado di farlo) come abbia avuto l'origine l'Universo, come si evolve, quali siano le sue leggi fondamentali? Perché invocare un Progettista Creatore sarebbe invece più stupido, in questo caso?


P.S.:
Si dice clou non clue. A meno che tu intendessi dire che siamo arrivati finalmente all'"indizio" :-)

Maurizio ha detto...

Allora leggilo, Antonio. :) Questo e il Gene Egoista. Sono un'accoppiata inscindibile e si completano a vicenda.

Potendo, ne aggiungerei anche un terzo, "il fiume della vita" (River out of eden).

Per chi sa l'inglese, sia Il Gene Egoista che L'orologiaio si trovano su emule in pdf.

Maurizio ha detto...

Ci deve essere un piccolo equivoco. Dire che la complessità biologica richiede una SPIEGAZIONE speciale non significa dire che la biologia debba godere di uno STATUS speciale. Significa solo che la spiegazione deve essere sspeciale, cioè non può essere LA STESSA delle leggi della fisica, come voleva quel filosofo. Semplicemente perché non è affatto ovvio come gli oggettti biologici derivino dalle leggi della fisica. Cioè, è chiaro che in qualche modo gli oggetti biologici sono stati prodotti dalle leggi della fisica, ma devi mostrare far vedere COME. E' per questo che Dawkins dice "leggi della fisica, sebbene impiegate in un modo mlto speciale". tutto qua. E grazie per il CLOU. :)

Joe Silver ha detto...

Per chi sa l'inglese, sia Il Gene Egoista che L'orologiaio si trovano su emule in pdf.

E anche The God Delusion. Ma questa è istigazione a delinquere!

Per qualche motivo arcano ho trovato un link al pdf di The Blind Watchmaker, liberamente scaricabile, su un sito dedicato a Stephen Jay Gould:

Andare giù dove dice: "Added January 26, 2005."

Tornando a noi. Quello che io contesto è questa affermazione: «Io dissi che non riuscivo a immaginare come si potesse essere atei prima del 1859»

La contesto innanzitutto perché non sono d'accordo sul fatto che avere una spiegazione scientifica soddisfacente della vita sia essenziale per essere atei.

E in secondo luogo perché il darwinismo non risponde definitivamente alla domanda: esiste un Progettista Intelligente? Infatti l'Universo appare evidentemente "organizzato" in maniera razionale in modo tale da suggerire l'idea di un principio ordinatore, sia pure con fini e modalità del tutto sconosciute.

Ma sembra che per Dawkins questo fatto non pregiudichi un ateismo pienamente soddisfacente.

Maurizio ha detto...

per quanto riguarda la domanda che contesti, fai finta che dawkins abbia detto "non immaginavo come si potesse essere atei intellettualmente soddisfatti prima del 1859". Le sue parole successive confermano che intendeva dire questo.

Avere una spiegazione della vita non è necessario per essere atei, ma lo è per essere atei intellettualmente soddisfatti. Con questo direi sciolto il tuo primo dubbio.

Per il secondo: il darwinismo risponde definitivamente alla domanda "esiste un essere che ha consapevolmente e intenzionalmente progettato LA VITA nell'universo?". Tu chiedi invece una cosa diversa, cioè se esiste un progettista intelligente (di cosa? presumo delle leggi fisiche). Ma questa è una domanda molto diversa. Rispetto a questa domanda, ci troviamo nella stessa condizione in cui ci trovavamo prima del 1859 rispetto all'altra domanda. Non possiamo rispondere con certezza di no, come invece possiamo rispondere per la prima, ma non c'è motivo di supporlo.

BUZZMAX ha detto...
Questo post è stato eliminato dall'autore.
BUZZMAX ha detto...

La teoria (e si continua a dire teoria se non sbaglio..) di Darwin per essere credibile deve dimostrare che l'evoluzione dell'uomo e' possibile anche in altri primati, ma in ralta' non esiste nessun altro caso di questo tipo di evoluzione ne tra i primati ne in natura.
Credere che quest'evoluzione sia stata causata solamente da fattori climatici o ambientali mi pare anche questa difficile da sostenere.Le scimmie che hanno avuto 14 milioni d'anni per evolversi, non si puo' dire che abbiano fatto molto progresso.

ateismo ha detto...

La teoria (e si continua a dire teoria se non sbaglio..)

Una fondamentale precisazione vorrei farla,dato che ci si ostina ancora oggi a sminuire la "teoria" di Darwin in quanto teoria. Come dire, se è una "teoria" rimane - secondo alcuni - confinata in un ambito astratto. Ecco, questa credo che sia un errore dovuto ad una conoscenza parziare del concetto di "teoria". In altre parole (wikipedia) "un'idea nata in base ad una qualche ipotesi, congettura, speculazione o supposizione, anche astratte rispetto alla realtà." - appunto, ANCHE (ma non solo) astratte. Anche i buchi neri sono "teoria" ...

Joe Silver ha detto...

Mi pare che buzzmax non abbia capito un granché dell'evoluzione darwiniana, se pensa che le scimmie debbano evolversi necessariamente verso l'uomo.

M.M.2000 ha detto...

Citazione:
"Oggi sappiamo che non esiste alcun Dio, nel senso di progettista consapevole. Non esiste alcun essere intelligente che ha concepito nella sua mente, intenzionalmente e consapevolmente, gli uomini, le piante, gli animali, e in generale la vita nell'universo."
Io penso sia errato, ci sono prove indirette che lo lasciano pensare, per esempio la perdita di caratteri che hanno almeno una volta nella vita di un animale un fattore positivo di selezione (principio di Fisher).
Il numero di figli, le capacità rigenerative, le capacità sensoriali, la resistenza degli esseri viventi, i salti evolutivi sorprendenti ecc...
Nel complesso l'evoluzione non è casuale se osservata con attenzione nel suo complesso.
Mi dispiace per Dawkins, ma le prove dicono tutto il contrario.

Citazione:
"Siamo forse stati ideati anche noi su una specie di lavagna, e le nostre parti sono forse state assemblate da un acuto ingegnere? La risposta è no. È una risposta sorprendente, e la conosciamo soltanto da un secolo circa."
Esistono due tipi di evoluzione, la microevoluzione e la macroevoluzione.
La prima è il semplice adattamento è sempre dimostrabile, ma non genera nuove specie, la seconda genera nuove specie, ma non è mai stata osservata da nessuno.
Penso che Dawkins stia confondendo la due cose.

Citazione:
"Quasi tutti nel corso della storia, fino alla seconda metà del diciannovesimo secolo, hanno creduto fermamente nel suo opposto -- la teoria del Progettista Consapevole [o "disegno intelligente", NdM]."
Vero, ma aveva risvolti diversi.
Si credeva ad un creatore per fede, oggi si può intuire in maniera indiretta come avviene nell'evoluzione.

Citazione:
"Molte persone credono ancora oggi in quest'ultima, forse perché la vera spiegazione della nostra esistenza, quella darwiniana, non è ancora una parte obbligatoria dei programmi scolastici, ed è largamente fraintesa."
Mi sembra paradossale.
Forse dove abita Dawkins sarà così.
In realtà io non credo all'evoluzione casuale non perchè non mi sia stata insegnata a scuola (è vero infatti il contrario), ma bensì perchè non soddisfa i requisiti scientifici non avendo il 100% dei risvolti pratici.
Le teorie evolutive casuali, sono fallate.
Sono vere all'interno della stessa specie, ma se si ipotizzano i passaggi intermedi molti conti non tornano.
Per me un concetto è scientifico se ha il 100% di verità, il 100% di nozioni scoperte, e riesce al 100% a dimostrare la fallabilità delle altre ideologie, tutte ovviamente.
Altrimenti è fede religiosa.
Attualmente l'evoluzione casuale, non rispetta neanche uno di questi requisiti al 100%.
Inoltre in Italia molta gente crede all'evoluzione solo per sentito dire, ma alla domanda, cos'è il collo di bottiglia, teoria del fondatore, Fisher ecc..., non sanno cosa rispondere, eppure in Italia, l'evoluzione trova appicazione fin dalle medie (almeno fino a quando ci andavo io).
Gli ateo-scienziati invece di soffermarsi su 'ste sottigliezze, dovrebbero farsi un profondo esame di coscienza e rivedere la teoria dall'inizio ed essere realmente più umili asserendo che la sola casualità non può spiegare tutto.
Se l'intero mondo crede in un Dio mentre i non credenti sono uno sputo di gente, evidentemente c'è qualcosa che non va, ma non nel sistema scolastico, oppure è più facile dire che il mondo è storto e stupido?
Personalmente io non credo nell'evoluzione da quando l'ho studiata in maniera seria (ho avuto il percorso inverso rispetto a Dawkins).
Se fossi rimasto in pen'ombra come la massa probabilmente ci avrei continuato a credere, ma non per cognizione di fatto, per ignoranza ovviamente.

Citazione:
"Invece la selezione naturale, quel processo cieco, inconsapevole, automatico, che fu scoperto da Darwin e che oggi sappiamo essere la spiegazione dell'esistenza e dello scopo apparente di tutte le forme di vita, non ha in mente alcuno scopo."
Errato.
In realtà lo scopo c'è.
Se osserviamo bene la natura, ci ritroviamo con una straordinaria ripartizione di dati statistici.
Mi spiego meglio.
Le cieche forze della natura che giustamente Dawkins cita, non possono ovviamente seguire un ragionamento perchè sono casuali nello spazio.
Facendo l'esempio della ghiaia sulla spiaggia le forze della natura hanno disposto la ghiaia più pensante e grande sopra e quella più sottile e leggera sotto.
Fin qui nulla di strano ovviamente.
Ma se io asserissi che le forze della natura abbiano sistemato i ciottolini più piccoli in funzione della forma e non della grandezza, la cosa diventa impossibile.
Mi spiego meglio.
Ipotizziamo di avere tre porzioni di spiaggie dove tutto a destra ci sono i ciottolini quadrati o simili, al centro i ciottolini tondi ed a lato sinistro i ciottolini triangolari.
Sono state le forze della natura a sistemarli così?
Ovviamente no perchè non esiste nessuna forza fisica casuale tale da sistemare i ciottolini in quella maniera.
Ora non mi pare che i ciottolini siano un orologio costruito, ma la loro sistemazione lascia pochi alibi alla casualità.
In natura ovviamente avviene la stessa cosa.
Dove?
Nella riproduzione.
Tutti sanno che se un essere vivente si riproduce di più, ha più possibilità di tramandare i suoi geni e viene ovviamente selezionato positivamente di più rispetto a chi si riproduce di meno.
Questo non fa una piega in quanto gli "r" selezionati stanno su questo pianeta da decisamente più milioni di anni rispetto ai "K" selezionati, sono molti di più, hanno più variabilità genetica per via dell'impressionante numero di figli che fanno ovviamente e riescono per questo a sopravvivere a condizioni più critiche rispetto ai "K" selezionati.
L'unico modo che si ha per dimostrare che l'effettiva positività dei "K" selezionati in maniera evolutiva è che questi avendo maggiori cure parentali ovviamente riescono a difendere meglio i cuccioli dalle insidie, ma questo li subordina moltissimo ai loro genitori, cioè non sono autosufficienti e spesso si estinguono per questo motivo.
Tuttavia esiste un motivo per ipotizzare che da un "r" selezionato, possa venire un "K" selezionato.
Il baco esiste però in un altro elemento, cioè il riposo post parto della femmina.
Il discorso è che nei “K” selezionati la durata della pausa post parto è molto ampia, nella balena franca nordatlantica la pausa post parto è di tre-sei anni e sembra in aumento; infatti è in via d’estinzione perché non è in grado di riprendersi velocemente da una moria di balene per predazione.
Considerando il fatto che soltanto la femmina dominante si riproduce e ce ne saranno meno di una 50 ina in tutto il globo, questo abbassa ancora di più la loro possibilità di riprendersi dalla caccia delle baleniere.
Ora dove voglio arrivare?
Facile, per dimostrare che la riproduzione si è evoluta casualmente senza un progetto divino, bisogna dimostrare come una balena franca nordatlantica, se si accoppiasse più spesso morirebbe oppure la sua prole non riuscirebbe a sopravvivere.
Inverosimile ovviamente, vivendo in gruppo la prole viene aiutata e protetta dal branco, non servono questi lunghi riposi riproduttivi che invece nuociono alla specie considerando il fatto che la gestazione di una balena dura quasi un anno intero, una balena può curare un figlio per addirittura 7 anni.
Più che una balena, mi pare un uomo.
La selezione naturale casuale non può giustificare questi lassi di tempo tanto lunghi con la morte degli individui in una specie che vive in branco, è più logico pensare che sia “voluta” per permettere ai copepodi (il cibo di queste balene) di riprendersi dalla predazione.
Ovviamente se le balene franche nordatlantiche figliavano come i copepodi, con tutte le cure parentali che avevano, chissà quanti figli sarebbero sopravvissuti protetti dal branco, siamo sicuri che dopo avrebbero trovato tutti il cibo necessario per sopravvivere oppure si sarebbero estinti copepodi e balene franche nordatlantiche?
C’è una regola matematica fissa ovviamente a dirci come devono andare le cose.
Due specie che hanno la stessa capacità riproduttiva e stesso metabolismo, se sono legate dal vincolo preda-predatore, si estinguono entrambe.
Il motivo è semplice, il predatore per cacciare, mangiare, digerire, e defecare quello che mangia, spende delle energie; da questo se ne deduce che se figlia come la sua preda, quest’ultima non riesce a reintegrare le perdite subite dalla predazione, assistiamo ad un sovra popolamento dei predatori che a loro volta cercheranno cibo per non morire di fame fino ad estinguere le prede.
Non a caso su tutto il pianeta, senza alcune eccezione anche tra unicellulari, la preda si riproduce di più che del suo predatore.
Negli unicellulari avvengono minor mitosi dovute ovviamente alle dimensioni che sono proporzionali alla disponibilità di cibo.
In aiuto a questa regola, viene un’altra cosa che non ha nulla che fare con l’evoluzione casuale che è il concetto di predazione fallata.
Osservando le specie animali vediamo che esse sono fallate, cioè hanno dei limiti.
Per esempio le zebre che non vedono a colori, sono limitate a tal punto da ‘sta cosa che non riescono a “vedere” una leonessa a caccia a più di 15 mt di distanza (limite minimo per un attacco da parte di questo predatore).
Da lì mi rifaccio anche al discorso dell’occhio e della sua evoluzione detto da Dawkins; vedere non è sempre positivo anche se ci si vede bene e le zebre ci vedono al 100%.
Nella predazione esistono queste falle che la selezione naturale non riesce a colmare, nella fattispecie la leonessa non riesce ad avvicinarsi più di 15 metri, e la zebra non riesce a vedere la leonessa sottovento a più di 15 metri.
Questo comporta in termini pratici ad un attacco portato a termine ogni 5.
Ciò vuol dire che le prede hanno una possibilità di sopravvivenza per il limite della leonessa, ma al contempo stesso la predatrice riesce a portare a termine un attacco ogni tanto.
Non oso pensare se le zebre potessero vedere a colori un giorno, cosa accadrebbe alle leonesse.
Sicuramente sarebbero viste meglio nella fitta vegetazione secca che forma la savana e molto probabilmente si estinguerebbero per fame.
Le zebre dal canto loro avrebbero poco da gioire, in quanto si troverebbero senza un loro nemico naturale e vista la loro voracità nel brucare l’erba, si troverebbero in crisi di sovra numero e rischierebbero di morirsi di fame (ovviamente perché il vegetarianismo non ha falle nella predazione).
Questi sono solo due dei miliardi di esempi di predazione fallata e di quali regole generano il complesso rapporto tra preda e predatore.
L’evoluzione casuale non da risposte a questi fenomeni.
La sopravvivenza di una specie è l’intersecarsi di molte regole che vanno al di là della semplice selezione naturale casuale ipotizzata nella mente di una persona.
La complessità è talmente elaborata, che l’unica prova tangibile è solo la natura, non una, se pur brillante, ipotesi elaborata in un laboratorio.
Aspetto eventuali smentite.

Citazione di Ateismo:
"Anche i buchi neri sono "teoria" ..."
Direi che i buchi neri non sono teroria, casomai lo sono i passaggi che portano alla formazione dei buchi neri.
Tutti possono osservare un buco nero, nessuno l'ha mai visto come si forma.
Quando manca la prova tangibile, nasce la parola teoria.

Citazione di Joe Silver:
"Mi pare che buzzmax non abbia capito un granché dell'evoluzione darwiniana, se pensa che le scimmie debbano evolversi necessariamente verso l'uomo."
Ovviamente no, però se tu sapessi cos'è la teoria del grande cervello non avresti detto una cosa simile.
Penso che buzzmax intendesse un'altra cosa con quel "l'evoluzione dell'uomo e' possibile anche in altri primati".
Ci sono state cause molto simili proposte nella teoria del grande cervello, che hanno trovato accoglimento anche in altri animali, ma che tuttavia non hanno dato gli stessi risultati.
Ora, è vero che le proscimmie non devono necessariamente mirare ad evolversi in un uomo, ma è pur vera un'altra cosa, che possono anche rimanere come sono od evolversi in qualcos'altro, ma diventare intelligenti uguale.
Questo la teoria dell'evoluzione non lo spiega e non sa neanche come giustificarlo.